La resilienza nel cammin della vita

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LA RESILIENZA nel cammino della VITA.

La resilienza, la consapevolezza di sé e l’essere educatori

coastscenechurchpsiche-benessereNel cammin della mia vita ho imparato a pensare in questi termini: “Se una cosa va storta, ritenta!!! Riprova con la stessa fiducia, pazienza, speranza, entusiasmo, determinazione. Insomma, NON MOLLARE!!!! Non gettare la spugna, non farti prendere dallo sconforto e continua a camminare a testa alta!!! Non permettere che una cosa andata storta sia il pretesto per vedere tutto nero (dentro e fuori di te). Non generalizzare perché ogni situazione, ogni persona è diversa dal resto. Se una volta hai fallito, se una persona ti ha ferito, non significa che ogni volta sarà un fallimento, che tutte le persone ti feriranno e ti faranno male” .

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Gestire lo stress con il rilassamento – incontro a Lecco 12.09.16

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Incontro GRATUITO a Lecco: “Gestire lo stress con il rilassamento. Cos’è il Training Autogeno, come funziona e presentazione del corso”.

Il TRAINING AUTOGENO è una tecnica di rilassamento che permette di recuperare la naturale capacità di rilassarsi con la quale tutti noi nasciamo, e che tendiamo a perdere sia per i ritmi stressanti e veloci che ci vengono richiesti, sia per fattori di ordine psicologico. Il Training Autogeno consente di ritrovare la calma e le energie psico-fisiche, ed di migliorare il proprio rendimento in tutte le attività (lavorative, sportive, artistiche, scolastiche,…).

Nello specifico, il Training Autogeno può essere utilizzato  per: recupero energetico; migliore gestione di sé e mantenimento della calma di fronte a situazioni emotive negative (stressanti)  e che provocano ansia; aumento della capacità di concentrazione e di determinazione; gestire il  dolore (cefalee, emicranie, dolori mestruali, ecc.) e l’insonnia; eliminare le abitudini negative (fumo, ecc.); diminuire l’ansia e le paure/fobie; disturbi psicosessuali; disturbi psicosomatici (bruxismo, ipertensione, malattie della pelle, stipsi, ecc.); preparazione al parto.

LUNEDI’ 12.09.2016 ore 20,45 c/o Centro Equilibrium in via Cavour, 60/H – LECCO. Prenotazione gradita.

Per informazioni e prenotazioni: D.ssa  CATHIA ALDEGHI  (psicologa) –  Tel. 349 3572072 –  aldeghicathia@tiscali.it

trainingautogeno12.09

La difesa personale e la psicologia

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LA DIFESA PERSONALE E LA PSICOLOGIA.  

IO POSSO DIFENDERMI!!!

difesapersonalepsiche-benessereI dati dell’Istat del 2015 ci dicono che 1 donna su 3 ha subito nella vita violenze fisiche o sessuali. 1 donna su 3!!!!!! Dati agghiaccianti. L’Istat ci dice anche che negli ultimi 5 anni le violenze fisiche e sessuali sono diminuite del 2%. Questo grazie ad una maggiore informazione e consapevolezza. Se si impara a riconoscere in tempo i segnali di allarme, ci si può salvare.

Credo sia doveroso dire alle donne (ma anche agli uomini) che imparare a difendersi E’ POSSIBILE!!! Ognuno di noi ha il diritto e il dovere di imparare a difendersi. Questo atteggiamento si traduce, a mio avviso, a volersi bene, ad amare la vita e a rispettarsi.

Si può parlare di diversi tipi di violenza: psicologica, fisica e sessuale. La violenza psicologica consiste in atteggiamenti e comportamenti lesivi della libertà, della dignità e della personalità che mirano a offendere, denigrare, insultare, controllare il partner, con lo scopo di ferire, sottomettere, umiliare, rendere fragile e manipolare l’altra persona. Per violenza fisica si intende la minaccia di essere aggredita, l’essere spinta, afferrata, strattonata, schiaffeggiata, colpita con calci, pugni o con oggetti, strangolata o ustionata. Si considerano come violenza sessuale la molestia sessuale (gesti a sfondo sessuale o allusioni ed espressioni volgari a sfondo sessuale), lo stupro, i rapporti sessuali coniugali estorti, l’imposizione di rapporti sessuali con terzi, la prostituzione coatta, l’essere costrette ad assistere a rapporti sessuali, l’esposizione obbligata a materiale pornografico.  Possiamo trovare la violenza fra le mura domestiche, ma anche per strada.

Tempo fa quando decisi di avvicinarmi alla difesa personale, diedi ascolto a un bisogno. Spesso mi capitava e mi capita per lavoro, di essere in giro da sola in grossi centri urbani o anche piccole realtà e di spostarmi in auto, in treno, in metropolitana e di percorrere tragitti magari poco affollati e a volte in orari serali. Anche se oggi giorno ogni ora del giorno e ogni luogo può essere oggetto di aggressioni.

Le donne sono viste spesso come i soggetti più deboli fisicamente.  E fin qui nulla da confutare. La forza muscolare maschile è nella stragrande maggioranza dei casi maggiore di quella femminile. Le donne però sono anche viste come le più vulnerabili psicologicamente in caso di aggressione. Questo perché si è soliti pensare alle donne come le più deboli fisicamente e quindi come coloro che si spaventano di più in caso di aggressione. Pertanto, con più probabilità, di soccombere alla violenza, con la conseguente risposta di paralisi e sensazione di impotenza. In effetti, se una donna dovesse immaginare per un attimo di essere aggredita per strada e in quell’istante il suo modo di pensare dovesse essere di questo genere: “Sono spacciata perché sono debole”, scatenerebbe un’emozione molto intensa e molto spiacevole, ovvero una paura sopra le righe e un senso di impotenza acceso. Da qui sarà un attimo cadere nel ruolo della vittima incapace di reagire. E il gioco sarà fatto. Se invece, questa donna avrà imparato a usare la tecnica di difesa personale e avrà scoperto che per mettere al suolo un uomo non serve la forza fisica, bensì la tecnica, la velocità di osservazione e di movimento, e la capacità di gestire i pensieri e le emozioni, il pensiero automatico sarà molto probabilmente di questo genere:  “Io so difendermi, io sono capace e da qui ne esco viva!!!!”. Ci sarà di sicuro la paura, ma la sua intensità non sarà di livello così elevato da generare una non reazione, come nel primo caso, ma, al contrario, sarà una paura a favore della donna stessa; le  permetterà quindi l’azione di difesa.

Uno dei primi requisiti fondamentali della difesa personale è il saper riconoscere le situazioni di rischio e quindi evitare il conflitto (laddove possibile). L’utilizzo dei sensi e la capacità osservativa sono essenziali, così come l’abilità di riconoscere, nei casi di violenza domestica, i segnali che il partner ci invia e che dovrebbero stridere in noi. Se qualcuno ci ama perché mai dovrebbe ferirci, umiliarci, sottometterci, sminuirci, ecc.?

Il lavoro di difesa personale è un lavoro ad ampio raggio: si lavora sia sul corpo, considerando la preparazione tecnica e la preparazione fisica, che sulla parte psicologica, prendendo in considerazione la parte cognitiva, emotiva, fisiologica e comportamentale. Da qui il connubio tecnica e psicologia.

Questa completezza ci permette di rovesciare la dinamica UP – DOWN che il nostro aggressore vuole ottenere: in pochi istanti chi è preparato a difendersi rovescia, con il cosiddetto effetto sorpresa, questa dinamica UP – DOWN, mettendo down l’aggressore.

Io ho imparato a dire “IO POSSO”…….anche se sono donna!!!! .

D.ssa Cathia Aldeghi

(La mia squadra di difesa personale si chiama Full Defense Asd di Oggiono (LC) specializzata in krav maga)