Training Autogeno

TRAINING AUTOGENO

ll training autogeno è un metodo di auto-distensione e consiste nell’apprendimento graduale di una serie di esercizi di concentrazione psichica che favoriscono il rilassamento.

Il Training Autogeno consente, attraverso un allenamento di concentrazione passiva sul proprio corpo, delle modificazioni fisiologiche (messa a riposo del sistema neurovegetativo) e psichiche. 

Il training autogeno si basa infatti sul concetto di autogenia, permette cioè di produrre da sé determinate modificazioni psico-fisiche. Permette in sostanza il ritrovamento della calma, dell’armonia, dell’equilibrio interiore, e tutto questo si traduce nel miglioramento delle prestazioni (lavorative, sportive, artistiche, scolastiche…), della concentrazione e della memoria e in positive modificazioni della personalità.

Alla base del processo c’è il concetto di “commutazione” che, in sostanza, vuol dire invertire la rotta, cambiare uno stato di cose ormai stabilmente strutturato; dal punto di vista psicologico significa cambiare atteggiamenti mentali radicati, abbandonare vecchie abitudini, usare in modo diverso il pensiero, l’attenzione e la concentrazione.

Il nostro organismo ha necessità, per il proprio benessere psico-fisico, di ritrovare un equilibrio fra momenti di attivazione (e qui entra in gioco il nostro sistema nervoso autonomo di nome Orto Simpatico, detto anche sistema di Attacco e Fuga) e attimi di relax/recupero (e qui invece entra in azione il nostro sistema nervoso autonomo di nome Parasimpatico). L’equilibrio funzionale per il nostro organismo è presente quando i due sistemi (citati poc’anzi) si muovono in modo armonico (come se fosse una danza fra loro: prima si attiva l’uno per fronteggiare la situazione e poi l’altro per permettere un naturale recupero). Cosa fare quando invece viene meno questa capacità di rilassarsi?

Il Training Autogeno permette, in generale, di recuperare la naturale capacità di rilassarsi con la quale tutti noi nasciamo, e che tendiamo a perdere sia per i ritmi stressanti e veloci che ci vengono richiesti, sia per fattori di ordine psicologico. Tutto ciò può essere tradotto in imparare a fermarsi e ad avere ritmi più naturali, nel senso di alternare momenti di tensione a momenti di relax.

Il Training (= allenamento) Autogeno (= che si genera da sé) è conosciuto e utilizzato in tutto il mondo ed applicato con numerosi benefici in vari ambiti, come ad es. sportivo, lavorativo, clinico, artistico, individuale. L’efficacia del Training Autogeno è stata dimostrata da numerose ricerche scientifiche condotte fin dall’epoca della sua ideazione all’inizio del 1900 (J. H. Schultz, anni 20).

GLI ESERCIZI.

Lo schema sequenziale che il Training Autogeno prevede è composto da sei esercizi, di cui i primi due di base, e i restanti quattro complementari:

 

  • pesantezza (produce il rilassamento dei muscoli),
  • calore (comporta una vasodilatazione dei vasi sanguinei periferici, con il conseguente aumento del flusso sanguigno),
  • respiro (produce un miglioramento della funzione respiratoria),
  • cuore (permette un miglioramento della funzione cardiovascolare),
  • plesso solare (apporta un aumento del flusso sanguigno negli organi interni)
  • fronte fresca (permette una leggera vasocostrizione nella regione encefalica).

Ad essi si aggiungono gli esercizi supplementari (volto, occhi, spalla-nuca), gli esercizi anticipatori e le formulazioni di proponimenti. La sequenza risulta essere di fondamentale importanza in quanto ogni esercizio può essere la conseguenza “naturale” dell’esercizio precedente.

A COSA SERVE IL Training Autogeno:

Può essere utilizzato per svariate situazioni:

  • Ritrovare la CALMA e Recuperare le ENERGIE PSICO-FISICHE
  • Gestire lo STRESS
  • Migliorare le PRESTAZIONI (nello sport, lavoro, scuola, musica, arte)
  • Migliorare la CONCENTRAZIONE e la DETERMINAZIONE
  • Gestire il DOLORE (cefalee muscolo-tensive, dolori mestruali, reumatismi, ecc.)
  • PREPARAZIONE MENTALE degli SPORTIVI (per gestire l’ansia pre-gara, recupero infortuni, goal setting, incremento della concentrazione, recupero energie, distensione muscolare, ecc.)
  • Gestire l’INSONNIA
  • Diminuire l’ANSIA/FOBIE e le TENSIONI psico-fisiche
  • Disturbi PSICOSESSUALI (come ad es. vaginismo, eiaculazione precoce, disturbo dell’erezione, ecc)
  • Disturbi PSICOSOMATICI (stipsi, bruxismo, fibromialgia, ipertensione, dolori mestruali, mal di testa, tachicardia, ecc.ecc.)
  • PREPARAZIONE al PARTO.

Il training autogeno permette a chiunque lo impari di poterlo poi gestire in maniera autonoma e in qualsiasi situazione e luogo.

Il training autogeno permette in sostanza di entrare in contatto con il proprio corpo diventando più CONSAPEVOLI di SE’. La persona riesce ad entrare in uno stato di attenzione passiva (definita “libera e fluttuante”) incrementando la consapevolezza del qui ed ora.

D.ssa Cathia Aldeghi
www.psiche-benessere.it

Il Fascino del Network Marketing-2-parte

IL FASCINO DEL NETWORK MARKETING (2° parte)

Nel precedente articolo (“Il fascino del Network Marketing 1° parte”) si diceva quanto fosse importante valutare il settore in cui fare Network Marketing, ma anche la solidità dell’azienda e la relativa qualità.  Se non lo avete ancora letto, andate a recuperarlo per meglio comprendere questa seconda.

Altro aspetto da considerare è la FORMAZIONE  che l’azienda offre. Le migliori aziende che operano nel Network Marketing offrono formazione di qualità gratuita, formazione che permette l’acquisizione di abilità diverse, sia tecniche che sociali, come ad es.:

  • capacità di ascolto empatico
  • capacità di proporre servizi/prodotti
  • saper comunicare l’esperienza personale legata all’uso dei prodotti/servizi
  • saper essere assertivi
  • capacità di gestire il rifiuto e a reggere la fatica
  • abilità di gestione delle emozioni
  • capacità di problem solving e di strategie di coping
  • capacità di motivarsi e di motivare la propria squadra
  • gestione del team (leadership)
  • conoscenza dei prodotti/servizi.

La formazione, una volta fatta, non ve la toglie più nessuno e vi servirà nella vita (non solo per fare Network Marketing).

Fare Network Marketing significa anche fare GRUPPO e questo prevede un duplice risvolto. Il primo legato all’ambito lavorativo,  abbraccia più sfaccettature come ad es. avere rispetto dei colleghi, condividere i successi e le fatiche, fare formazione insieme, trovare strategie comuni, ecc.. Il secondo è invece di natura ludica: fare team significa conoscere persone nuove, passare del tempo insieme e divertirsi, fare il dopo meeting, ampliare le amicizie, ecc.

Lavorare in TEAM, se il team funziona, è fantastico!!!  Sceglietevi quindi un gruppo coeso e motivato.

Il Network Marketing è un sistema meritocratico, solo chi produce risultati va avanti, e questo per me è grandioso!!! Sì perché oggi è ancora possibile, in qualche scorcio di mercato, vedere la meritocrazia. Io ci credo, nonostante tutto.

Il network marketing è per definizione un sistema multilivello, vale a dire guadagnare su tutti i livelli in profondità (l’azienda che io ho scelto permette guadagni su tutti i livelli all’INFINITO) che fanno parte della struttura da te creata. Mi spiego meglio.  Quando voi entrate in un sistema multilivello entrate in una rete già creata da altre persone e vi inserite al di sotto di un vostro sponsor (sponsor è chi sta sopra di voi nella rete e cioè chi vi permette di conoscere l’azienda scelta). Da ora in poi voi avete la possibilità di creare dei vostri partner, o meglio persone che acquisteranno per sé e proporranno i prodotti/servizi ad altre persone di loro conoscenza con il passa parola, con un collegamento al  vostro codice attività. Loro, a loro volta, faranno lo stesso. E così via all’infinito. Tutto questo si traduce nel creare una rendita sul lungo periodo in continua crescita, chiamata anche REDDITO PASSIVO. Il reddito passivo è cioè quel reddito che si auto produce da solo da un certo punto in poi.

Qualcuno di voi starà pensando: “La vendita non fa per me!!” . Bene, anche io l’avevo pensato, ma rivalutando la cosa ci ho provato e, con il senno di poi,  ora posso dire che non serve essere un venditore (io non lo sono e nella vita come primo lavoro faccio la psicologa, non il venditore).

Oppure: “Non ho tempo”: non serve tempo se utilizzi il passa parola con gli amici, familiari, conoscenti con i quali già ti incontri per altri motivi, e  avrai più tempo libero per te e la tua famiglia se crei un reddito passivo;

 “Non sono in grado”: questo stile cognitivo nella vita non paga mai; tu provaci poi valuterai se davvero non sei in grado, almeno così non puoi dirti: “mannaggia avrei potuto provarci ma non l’ho fatto”;

“Voglio pensarci su”: giusto, ma non perdere altro tempo. Se la cosa ti ha suscitato curiosità, vai avanti e richiedi informazioni, ora non domani.  

Concludo con una citazione di Bill Gates: “Se avessi un’opportunità per iniziare tutto da capo, sceglierei il Network Marketing”.  

D.ssa Cathia Aldeghi

Psicologa e Networker (Partner LR)

Per informazioni: Tel 349 3572072 – aldeghicathia@tiscali.it

Skype: cathia.aldeghi

Il fascino del Network Marketing

IL FASCINO DEL NETWORK MARKETING (1° parte)

WorkIl Network Marketing è oggigiorno, uno dei tanti modi per fare imprenditoria. Viene anche definito marketing multilivello. In generale, il Network Marketing si tratta di un sistema basato sull’acquisto/utilizzo di prodotti/servizi, di cui a nostra volta diventiamo venditori/promotori comunicando il nostro entusiasmo derivante dall’utilizzo degli stessi, o comunque il nostro apprezzamento per essi, e reclutando altre persone interessate a fare la stessa cosa e lo stesso utilizzo.
Iniziare a fare Network Marketing può, a volte, avvenire per caso, dopo cioè aver provato prodotti/servizi ed esserne soddisfatti. La soddisfazione personale è importante per fare Network Marketing, perché credere nei prodotti/servizi è essenziale per poter comunicare l’entusiasmo che da essi deriva.

Se hai scelto di entrare a far parte della rete di Network Marketing è perché hai degli obiettivi, come ad es:

  • bisogno di utilizzo per uso personale dei prodotti/servizi,
  • bisogno di lavorare,
  • bisogno di creare una propria attività, ovvero fare imprenditoria,
  • bisogno di avere più tempo libero nella vita personale e familiare,
  • bisogno di avere un secondo lavoro,
  • bisogno di crearsi una rendita che permanga anche nel futuro (che possa cioè affiancare la futura pensione e che possiamo anche chiamare reddito passivo).

Ci sono molte aziende che fanno Network Marketing, ma la prima cosa da valutare è la serietà professionale e la qualità dei prodotti/servizi. È importante saper valutare la solidità dell’azienda, oltre che il settore nel quale scegliete di lavorare come networker. Per prima cosa, dunque, la solidità aziendale: questo perché si sa che parecchie aziende, dopo pochi anni di attività, rischiano di chiudere e tutti gli sforzi investiti per creare rete vanno in fumo. Questo lascia uno strascico, a volte, importante di emozioni negative (e non solo di emozioni): rabbia, delusione, frustrazione, tristezza, paura, ecc. E quindi a maggior ragione, prevenire è meglio che curare!!!! Non siate sprovveduti in questa prima fase di scelta. Aggiungo un altro aspetto che, a mio avviso, è importante considerare nella scelta: poiché siete voi i primi consumatori di questi prodotti/servizi, vale ancora di più la pena vagliare attentamente la qualità dell’azienda, dell’etica e deontologia utilizzata nel processo aziendale, e quindi la qualità degli stessi. Altro aspetto importante che merita attenzione è la scelta del settore nel quale operare. E’ fondamentale preferire un settore che già è una vostra priorità, passione, interesse, o che comunque susciti interesse perché il tempo e le energie investite siano per voi divertimento e utilità per la vostra vita prima di tutto.

Io ho scelto per fare network marketing un settore nel quale credo molto, un settore nel quale investo prima di tutto su di me, sulla mia salute, sul mio stare bene, e che mi appassiona: è il settore SALUTE. Da diversi anni ho imparato ad avere cura di me stessa, della mia mente prima di tutto (ciò che utilizzo nella mia professione di psicologa, passa anche sulla mia persona  ) e del mio corpo (attività fisica, mangiare e bere sano, utilizzo di prodotti sani per il corpo, tecniche di rilassamento, …). Ho dedicato del tempo per formarmi e informarmi circa uno stile di vita salutare (letture di libri scritti da medici e non solo; amo ad es. l’approccio PNEI che studia la comunicazione bidirezionale corpo-mente; ricerche in rete; confronti con esperti; ….). Credo talmente tanto nell’ottica integrata che ho sviluppato anche la mia professione da psicologa in tale direzione: dò un’attenzione ad ampio raggio alla persona, e questo si traduce nel considerare sia lo stile cognitivo (pensieri), che le emozioni, le risposte fisiologiche, i comportamenti, le relazioni, e il corpo. Sì perché la persona è mente, ma anche corpo.

Per stare bene, pertanto, occorre educarsi ad avere uno sguardo aperto sul sé a 360°, capace cioè di considerare più aspetti che vanno dall’ alimentazione, attività fisica, aria che respiriamo, contatto con la natura, alle strategie di coping, stili di pensiero, gestione delle emozioni, abilità sociali, gestione dello stress.

Ecco perché il SETTORE SALUTE è per me un qualcosa di imprescindibile per vivere al meglio la VITA e ottimizzarne la QUALITA’!!!

Il settore salute è, inoltre, un importante settore per fare network marketing poiché, nonostante la crisi attuale, è in netta crescita da alcuni anni a questa parte. L’azienda per cui faccio networking è un’azienda tedesca esistente dal 1985, che nel 2016 ha registrato un incremento del 15%, arrivando a 258 milioni di fatturato.

Questo incremento che, anche altre aziende in questo settore, in diverse misure, stanno rilevando, è dovuto ad un cambio di cultura (direi epocale): le persone stanno imparando per davvero a volersi bene. Ed ogni persona che rende partecipe altri di quanto sta facendo per migliorare la qualità della sua vita, contribuisce ad ampliarne la cultura.

D.ssa Cathia Aldeghi
Psicologa e Networker
Tel 349 3572072 – aldeghicathia@tiscali.it
www.psiche-benessere.it

L’Orientamento scolastico. Cos’è e a cosa serve.

orientamento-scolastricoL’ORIENTAMENTO SCOLASTICO: cos’è e a cosa serve.

Sempre più spesso si vedono ragazzi in difficoltà nello scegliere cosa vogliono fare da grandi. L’orientamento scolastico cerca di fornire loro un supporto per aiutarli a fare chiarezza senza mai sostituirsi loro nella scelta.

La capacità di scegliere e decidere si apprende nel corso della vita. È dunque un’abilità che può essere educata e sviluppata in ogni momento dell’esistenza. E così dovrebbe essere per ogni individuo perché nella vita siamo, e saremo continuamente, chiamati a scegliere.

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Risulta, pertanto, necessario aiutare i ragazzi ad imparare a mettere in atto in modo adeguato il cosiddetto “processo decisionale”.

Il non sapere decidere, così pure la  paura di sbagliare, comporta spesso livelli di ansia significativi, che a loro volta incrementano ancor più la confusione mentale, con il risultato di fare scelte sbagliate, di non scegliere, di procrastinare di continuo il momento della decisione, e/o di far scegliere ad altri.

Saper scegliere comporta una serie di abilità fra cui la capacità di analisi, di riflessione  e di valutazione dei pro e contro derivanti dalle opzioni di scelta considerate e la capacità di gestire al meglio le emozioni che ne derivano.

Saper scegliere una scuola o un lavoro comporta inoltre una capacità di riflessione sul proprio futuro, sulla propria vita e una capacità di pensarsi e di visualizzarsi in un futuro prossimo. Comporta, in sostanza, il conoscersi e il guardarsi dentro e il farsi carico della responsabilità che la scelta implica. Comprende l’aver chiaro quali informazioni (interne ed esterne) sono necessarie affinché si possa scegliere nel migliore dei modi. Richiede, inoltre, una capacità di visione d’insieme, perché se ci si limita a considerare solo una parte del quadro, si rischia fortemente di sbagliare.

L’intervento di orientamento scolastico aiuta in sintesi a fare chiarezza su alcune aree fondamentali:

  • Interessi scolastici/professionali: ovvero la predisposizione affettiva ed intellettiva nei confronti di determinati indirizzi scolastici e lavorativi;
  • attitudini cognitive: indicano le capacità presenti nella persona che mettono a fuoco in cosa si riesce meglio e al contrario in cosa si ha maggiore difficoltà;
  • atteggiamento verso lo studio e le strategie di apprendimento: vale a dire il metodo di studio utilizzato (se adeguato o  no), la capacità di fare adeguati approfondimenti, la gestione emotiva, l’impegno nello studio, la motivazione allo studio,….;
  • caratteristiche di personalità;
  • acquisizione di competenze decisionali;
  • informazioni circa l’offerta formativa del territorio.

La consulenza di Orientamento Scolastico utilizza a tal fine sia strumenti oggettivi, ovvero test psicometrici e questionari,  sia colloqui di counselling orientativo. Infatti, dopo la prima fase di somministrazione di test e questionari, viene proposta la fase di restituzione dei risultati osservati, durante la quale ci si confronta aiutando la persona a comprendere meglio se stesso (le sue attitudini, interessi, motivazione allo studio e atteggiamento verso la studio) e, quindi, a mettere in atto il processo decisionale necessario.

Per informazioni: D.ssa Cathia Aldeghi – tel 349 3572072 – www.psiche-benessere.it

La resilienza nel cammin della vita

LA RESILIENZA nel cammino della VITA.

La resilienza, la consapevolezza di sé e l’essere educatori

coastscenechurchpsiche-benessereNel cammin della mia vita ho imparato a pensare in questi termini: “Se una cosa va storta, ritenta!!! Riprova con la stessa fiducia, pazienza, speranza, entusiasmo, determinazione. Insomma, NON MOLLARE!!!! Non gettare la spugna, non farti prendere dallo sconforto e continua a camminare a testa alta!!! Non permettere che una cosa andata storta sia il pretesto per vedere tutto nero (dentro e fuori di te). Non generalizzare perché ogni situazione, ogni persona è diversa dal resto. Se una volta hai fallito, se una persona ti ha ferito, non significa che ogni volta sarà un fallimento, che tutte le persone ti feriranno e ti faranno male” .

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Gestire lo stress con il rilassamento – incontro a Lecco 12.09.16

Incontro GRATUITO a Lecco: “Gestire lo stress con il rilassamento. Cos’è il Training Autogeno, come funziona e presentazione del corso”.

Il TRAINING AUTOGENO è una tecnica di rilassamento che permette di recuperare la naturale capacità di rilassarsi con la quale tutti noi nasciamo, e che tendiamo a perdere sia per i ritmi stressanti e veloci che ci vengono richiesti, sia per fattori di ordine psicologico. Il Training Autogeno consente di ritrovare la calma e le energie psico-fisiche, ed di migliorare il proprio rendimento in tutte le attività (lavorative, sportive, artistiche, scolastiche,…).

Nello specifico, il Training Autogeno può essere utilizzato  per: recupero energetico; migliore gestione di sé e mantenimento della calma di fronte a situazioni emotive negative (stressanti)  e che provocano ansia; aumento della capacità di concentrazione e di determinazione; gestire il  dolore (cefalee, emicranie, dolori mestruali, ecc.) e l’insonnia; eliminare le abitudini negative (fumo, ecc.); diminuire l’ansia e le paure/fobie; disturbi psicosessuali; disturbi psicosomatici (bruxismo, ipertensione, malattie della pelle, stipsi, ecc.); preparazione al parto.

LUNEDI’ 12.09.2016 ore 20,45 c/o Centro Equilibrium in via Cavour, 60/H – LECCO. Prenotazione gradita.

Per informazioni e prenotazioni: D.ssa  CATHIA ALDEGHI  (psicologa) –  Tel. 349 3572072 –  aldeghicathia@tiscali.it

trainingautogeno12.09

La difesa personale e la psicologia

LA DIFESA PERSONALE E LA PSICOLOGIA.  

IO POSSO DIFENDERMI!!!

difesapersonalepsiche-benessereI dati dell’Istat del 2015 ci dicono che 1 donna su 3 ha subito nella vita violenze fisiche o sessuali. 1 donna su 3!!!!!! Dati agghiaccianti. L’Istat ci dice anche che negli ultimi 5 anni le violenze fisiche e sessuali sono diminuite del 2%. Questo grazie ad una maggiore informazione e consapevolezza. Se si impara a riconoscere in tempo i segnali di allarme, ci si può salvare.

Credo sia doveroso dire alle donne (ma anche agli uomini) che imparare a difendersi E’ POSSIBILE!!! Ognuno di noi ha il diritto e il dovere di imparare a difendersi. Questo atteggiamento si traduce, a mio avviso, a volersi bene, ad amare la vita e a rispettarsi.

Si può parlare di diversi tipi di violenza: psicologica, fisica e sessuale. La violenza psicologica consiste in atteggiamenti e comportamenti lesivi della libertà, della dignità e della personalità che mirano a offendere, denigrare, insultare, controllare il partner, con lo scopo di ferire, sottomettere, umiliare, rendere fragile e manipolare l’altra persona. Per violenza fisica si intende la minaccia di essere aggredita, l’essere spinta, afferrata, strattonata, schiaffeggiata, colpita con calci, pugni o con oggetti, strangolata o ustionata. Si considerano come violenza sessuale la molestia sessuale (gesti a sfondo sessuale o allusioni ed espressioni volgari a sfondo sessuale), lo stupro, i rapporti sessuali coniugali estorti, l’imposizione di rapporti sessuali con terzi, la prostituzione coatta, l’essere costrette ad assistere a rapporti sessuali, l’esposizione obbligata a materiale pornografico.  Possiamo trovare la violenza fra le mura domestiche, ma anche per strada.

Tempo fa quando decisi di avvicinarmi alla difesa personale, diedi ascolto a un bisogno. Spesso mi capitava e mi capita per lavoro, di essere in giro da sola in grossi centri urbani o anche piccole realtà e di spostarmi in auto, in treno, in metropolitana e di percorrere tragitti magari poco affollati e a volte in orari serali. Anche se oggi giorno ogni ora del giorno e ogni luogo può essere oggetto di aggressioni.

Le donne sono viste spesso come i soggetti più deboli fisicamente.  E fin qui nulla da confutare. La forza muscolare maschile è nella stragrande maggioranza dei casi maggiore di quella femminile. Le donne però sono anche viste come le più vulnerabili psicologicamente in caso di aggressione. Questo perché si è soliti pensare alle donne come le più deboli fisicamente e quindi come coloro che si spaventano di più in caso di aggressione. Pertanto, con più probabilità, di soccombere alla violenza, con la conseguente risposta di paralisi e sensazione di impotenza. In effetti, se una donna dovesse immaginare per un attimo di essere aggredita per strada e in quell’istante il suo modo di pensare dovesse essere di questo genere: “Sono spacciata perché sono debole”, scatenerebbe un’emozione molto intensa e molto spiacevole, ovvero una paura sopra le righe e un senso di impotenza acceso. Da qui sarà un attimo cadere nel ruolo della vittima incapace di reagire. E il gioco sarà fatto. Se invece, questa donna avrà imparato a usare la tecnica di difesa personale e avrà scoperto che per mettere al suolo un uomo non serve la forza fisica, bensì la tecnica, la velocità di osservazione e di movimento, e la capacità di gestire i pensieri e le emozioni, il pensiero automatico sarà molto probabilmente di questo genere:  “Io so difendermi, io sono capace e da qui ne esco viva!!!!”. Ci sarà di sicuro la paura, ma la sua intensità non sarà di livello così elevato da generare una non reazione, come nel primo caso, ma, al contrario, sarà una paura a favore della donna stessa; le  permetterà quindi l’azione di difesa.

Uno dei primi requisiti fondamentali della difesa personale è il saper riconoscere le situazioni di rischio e quindi evitare il conflitto (laddove possibile). L’utilizzo dei sensi e la capacità osservativa sono essenziali, così come l’abilità di riconoscere, nei casi di violenza domestica, i segnali che il partner ci invia e che dovrebbero stridere in noi. Se qualcuno ci ama perché mai dovrebbe ferirci, umiliarci, sottometterci, sminuirci, ecc.?

Il lavoro di difesa personale è un lavoro ad ampio raggio: si lavora sia sul corpo, considerando la preparazione tecnica e la preparazione fisica, che sulla parte psicologica, prendendo in considerazione la parte cognitiva, emotiva, fisiologica e comportamentale. Da qui il connubio tecnica e psicologia.

Questa completezza ci permette di rovesciare la dinamica UP – DOWN che il nostro aggressore vuole ottenere: in pochi istanti chi è preparato a difendersi rovescia, con il cosiddetto effetto sorpresa, questa dinamica UP – DOWN, mettendo down l’aggressore.

Io ho imparato a dire “IO POSSO”…….anche se sono donna!!!! .

D.ssa Cathia Aldeghi

(La mia squadra di difesa personale si chiama Full Defense Asd di Oggiono (LC) specializzata in krav maga)